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Unione dell’Appennino: Si sperimenta lo smart-working

Scritto da il Febbraio 24, 2020

Dopo l’avvio positivo lo scorso 1° ottobre, per una decina di dipendenti dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, di una sperimentazione di “smart-working”, anche il Comune di Castiglione dei Pepoli ha deciso di testare questa strada.
Questa tecnica è tornata alla ribalta in Cina a causa del corona virus, che ha portato i dipendenti a lavorare da casa.
In Unione i riscontri sono stati ottimi, perciò da parte dei responsabili c’è l’intenzione di prorogare la sperimentazione.

Lo smart-working

Legge n 81/2017.
Una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa”.

Per un massimo di due giorni alla settimana il dipendente può chiedere al suo responsabile la possibilità di prestare l’attività lavorativa in modo agile, cioè da casa.
Ciò è realizzabile solo se è possibile trasferire le attività assegnate, senza che sia necessaria la costante presenza fisica nella sede di lavoro.

Si tratta di un principio molto semplice: grazie alle nuove tecnologie, alla disponibilità di rete a banda larga, a software gestionali e applicativi che si prestano ad essere usati da remoto, il dipendente può svolgere il suo lavoro con il computer da casa.
In questo caso saranno i risultati ad essere valutati, non le modalità o i tempi con cui sono stati conseguiti.

La giornata agile si estende in un intervallo che va dalle 8 del mattino alle 20 di sera.
Il dipendente può strutturare le sue ore di lavoro in questo arco temporale, garantendo la contattabilità per almeno 4 ore tra le 9:30 e le 18:30.

Ad essere agevolati dallo smart-working sono soprattutto i dipendenti in condizione di salute non ottimale, chi ha figli minori, chi abita lontano dal luogo di lavoro e chi ha impegni di studio, formazione o volontariato.

Lo smart-working a Castiglione dei Pepoli

Il sindaco di Castiglione dei Pepoli e presidente dell’Unione dell’Appennino, Maurizio Fabbri dichiara:

«La logica del lavoro agile si basa su un principio di autonomia e organizzazione del lavoro innovativa incentrata sul conseguimento dei risultati.
Con questa sperimentazione vogliamo non solo migliorare la qualità della vita e del lavoro dei dipendenti, soprattutto chi ha figli piccoli o parenti da accudire, ma crediamo si possa aumentare sensibilmente l’efficacia dell’azione amministrativa, come dimostrato dove lo smart è stato già adottato.
Dimostriamo che certe pratiche innovative non solo appannaggio sono dei centri urbani più popolari, ma anche dell’Appennino dove anzi siamo spesso laboratorio di buone pratiche amministrative».

L’obiettivo

Unione e Comune si prefiggono come obiettivo quello di incrementare la produttività, anche in termini di performance individuale e organizzativa.
Un dipendente che risparmia un paio d’ore di viaggio al giorno è un dipendente più soddisfatto e quindi motivato.

Grazie alle nuove tecnologie è possibile migliorare la qualità dei sevizi erogati, riorganizzare gli spazi e realizzare economie di gestione.
Sarà possibile promuovere la mobilità sostenibile riducendo gli spostamenti casa-lavoro, riducendo anche il traffico.
Dopo i primi mesi di sperimentazione positiva in Unione altri Comuni oltre a Castiglione stanno studiando l’opportunità di sfruttare questa possibilità, dando ovviamente la priorità alle situazioni che meglio si prestano a questo tipo di strumento.

Fonte: Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese


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