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Castiglione dei Pepoli: 90 anni della Grande Galleria dell’Appennino

Scritto da il Agosto 9, 2019

Sabato 10 agosto alle 16:30 sarà inaugurata a Castiglione dei Pepoli, la mostra “Ricordi di rotaie da Bologna a Prato”.
La mostra è organizzata dall’associazione Terra Nostra e da LZ Communications per celebrare i 90 anni della Grande Galleria dell’Appennino.
L’infrastruttura permise di collegare, tramite la linea ferroviaria Direttissima, Bologna a Prato e Firenze.
La mostra sarà visibile gratuitamente tutte le domeniche dalle 15 alle 18, fino al 10 gennaio 2020 presso il Centro di Cultura Paolo Guidotti.

Saranno presenti Raffaele Donini, vicepresidente e assessore ai trasporti della Regione Emilia-Romagna e Maurizio Fabbri, sindaco di Castiglione.
Il primo cittadino commenta: «La Direttissima è stata la prima grande infrastruttura a unire l’Italia. Per noi è stata vitale, ha avvicinato Bologna a Prato e Firenze, il futuro del nostro territorio passa ancora da lì. Anche oggi infatti è una infrastruttura fondamentale che necessita però di investimenti e attenzione».

La storia della Grande Galleria dell’Appennino

Era il 4 dicembre 1929 quando cadde l’ultimo diaframma della galleria.
La mostra racconta le fasi storiche che hanno portato alla nascita del progetto della linea Direttissima, ed in particolare alla costruzione della Grande Galleria.
Per la costruzione della Galleria fu coinvolta la popolazione dell’Appennino Tosco-Emiliano, perciò la storia della Galleria è strettamente legata a quella del territorio.

Fu approvata il 12 luglio 1908 la legge che ne prevedeva la realizzazione, ma i lavori iniziarono solo nel 1913 con la costruzione del tratto Bologna-Pianoro.
La costruzione subì un rallentamento bellico, ma nel 1923 furono assegnati nuovi fondi e i lavori proseguirono con regolarità.

Furono costruite 28 gallerie e non meno di 211 tra ponti e viadotti.
Fino a seimila operai lavorarono alla costruzione: 99 furono i caduti sul lavoro, di cui 69 nel traforo, senza contare coloro che furono colpiti dalla silicosi o dall’anemia del minatore.
Purtroppo non mancarono gli incidenti, il più disastroso fu l’incendio all’interno della Galleria che durò dal 3 agosto al 10 dicembre 1928.

Il 22 aprile 1934 la linea fu inaugurata.
La Grande Galleria dell’Appennino fu l’opera più importante: lunga 18.510 metri, in rettifilo, con stazione intermedia (Posto di Comunicazione Precedenze) e doppio binario.

La mostra darà risalto a tutto il percorso che si sviluppò attorno a questa grande idea, passando dai primi progetti fino all’esecuzione dei lavori con l’utilizzo dei documenti originali.
In particolar modo, ci si soffermerà sulla costruzione della Grande Galleria dell’Appennino dando risalto al lavoro degli operai, ai cantieri dove vivevano con le loro famiglie, ai sacrifici ed alle condizioni del lavoro.

La mostra ha il patrocinio dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, dei Comune di Castiglione dei Pepoli e San Benedetto Val di Sambro e dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese.

Fonte: Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese


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