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Alessandro Santoni: Presidente del Distretto Socio Sanitario dell’Appennino

Scritto da il Agosto 12, 2019

Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro è il nuovo presidente del Comitato del Distretto Socio Sanitario dell’Appennino.

Il comitato è l’organismo di governo locale delle politiche e degli interventi socio-sanitari.
Ne fanno parte tutti i sindaci del Distretto Socio Sanitario dell’Appennino bolognese ed un direttore nominato dall’Ausl.
Alessandro Santoni ha ottenuto il voto da tutti i sindaci, con l’eccezione di Alto Reno Terme che si è astenuto.

Il neo presidente Santoni ha sottolineato la necessità di lavorare insieme per garantire la crescita equa ed equilibrata del sistema sanitario distrettuale.
L’Appennino è composto da 12 comuni dislocati su 800 Kmq, ed è quindi un territorio molto eterogeneo a differenza dell’area metropolitana di Bologna.

Santoni spiega:
«Le maggiori criticità risiedono nella componente debole e fragile della popolazione, con il conseguente aumento dei carichi assistenziali sulle rispettive famiglie. Le sfide che dovremo affrontare sicuramente l’invecchiamento della popolazione e il calo demografico: occorrerà equilibrio tra le varie istanze dei territori ma anche dinamismo».

Il Distretto dell’Appennino bolognese può essere distinto in tre ambienti territoriali: Media Valle del Reno, Alta Valle del Reno, Valle del Setta.
Ciascuno di essi composto da circa 20 mila abitanti i quali, come spiega Santoni, sono sempre più anziani.

La percentuale degli over 65 cresce di un punto all’anno, mentre quella degli ultraottantenni di 2,5 punti l’anno.
Questo comporta quindi un aumento della fragilità sanitaria nelle fasce più alte di rischio, quasi il 15% degli anziani.
Garantire i servizi per le famiglie vuol dire anche contrastare lo spopolamento del territorio.

Alessandro Santoni ha inoltre sottolineato l’esigenza di confronti con i diversi attori senza trascurare il piano di riordino dell’assistenza territoriale ed ospedaliera nel distretto.
Il piano, secondo le previsioni, doveva entrare in vigore entro la fine del 2019. Dovrà quindi essere fatto il punto per assicurarsi che i risultati siano in linea con quanto previsto in passato.

Il riordino, va ricordato, non riguarda solo le diverse specialità da dividersi tra Vergato e Porretta per evitare sovrapposizioni, ma anche la distribuzione delle Case della salute.


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