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Imprese e occupazione nell’Appennino, al Tavolo di Ripresa il punto sulle priorità

today21 Settembre 2026 9

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Negli scorsi giorni si è tenuto il Tavolo di Ripresa economica della Città metropolitana di Bologna. Coordinato dal Capo di Gabinetto della Città metropolitana Stefano Mazzetti, hanno partecipato il Sindaco Matteo Lepore, la sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi, le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria del territorio.

L’incontro è partito da un aggiornamento sull’andamento dell’economia appenninica, presentato da Guido Caselli, vicesegretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna. I dati descrivono un territorio vitale, con un valore aggiunto in crescita dello 0,4%, presenze turistiche aumentate del 129% dal 2014 e una popolazione prevista ancora in aumento del 3% al 2050, in controtendenza rispetto a gran parte dell’Appennino italiano. Il territorio presenta inoltre una forte identità industriale: il manifatturiero rappresenta il 35% degli addetti, con oltre 10.000 occupati, e la metalmeccanica il 23%. Emergono tuttavia segnali da non sottovalutare: nell’ultimo anno gli addetti sono diminuiti dello 0,3%, con flessioni del 2,9% nel manifatturiero e del 3,2% nella metalmeccanica, mentre l’occupazione cresce negli altri Appennini e nel complesso della città metropolitana.

Dalle difficoltà del comparto manifatturiero, il confronto si è poi allargato alle condizioni complessive necessarie per rafforzare l’Appennino come territorio in cui vivere, lavorare e fare impresa. Accanto alla manifattura sono stati richiamati il ruolo dell’agricoltura, come attività economica e presidio del territorio, e quello del turismo, insieme ai temi dell’attrazione degli investimenti, delle infrastrutture materiali e digitali, della formazione, dei servizi primari come sanità e scuola, della mobilità e delle politiche per l’abitare oltre al tema della ZES rilanciato più volte nei mesi estivi. L’interesse suscitato dal Tavolo e l’ampiezza del dibattito hanno portato alla proposta di proseguire il lavoro attraverso la costruzione di un documento condiviso, che raccolga le priorità del territorio e possa contribuire alla definizione di una strategia complessiva per l’Appennino.

Scritto da: Rachele Copparoni

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