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Appennino: Il ritorno alla narrazione orale con la tecnologia

Scritto da il Aprile 8, 2020

Tornare alla narrazione orale attraverso le nuoce tecnologie.
È l’idea realizzata nell’ambito del progetto “Sconfiniamo Insieme” sostenuto dai comuni di San Benedetto e di Monzuno insieme all’Unione dei Comuni.
L’idea è realizzata dalla cooperativa Foiatonda in collaborazione con il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro.

Ermanno Pavesi, vicesindaco di Monzuno commenta:
«Saranno divulgati contenuti video non di solo di puro svago ma anche di contenuto storico e sulle nostre tradizioni, reperiti in gran parte dagli scritti che Savena Setta Sambro ha prodotto in tanti anni di attività divulgativa e pubblicazioni.»

Tutti i video in cui diversi lettori leggono alcune pagine di storia bolognese, sono visibili sulle pagine social della cooperativa Foiatonda.

Il progetto di narrazione orale

Il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro, attraverso i suoi collaboratori, da anni racconta le vicende storiche dell’Appennino bolognese, andando ad indagare non solo tra le pagine di storia ufficiali, ma anche tra gli episodi di vita quotidiana e popolare.

I primi a prestare le loro voci per il progetto di narrazione orale sono stati Ermanno Pavesi e Alessandro Santoni, che si sono prestati per questo insolito ruolo di cantastorie.

Pavesi racconterà la storia della banda musicale di Vado, attingendo dal lavoro di Renato Mazzanti e Giorgio Quadri.
Santoni invece se la vedrà con alcuni brani dell’epopea contadina raccontata da Adriano Simoncini nel suo volume “Ugone Eroe”; racconterà una vicenda che vede protagonista un sindaco a cui viene chiesto di mettere a posto una strada del paese.

Il primo cittadino di San Benedetto spiega che la cooperativa al tempo stesso aggrega interessi e bisogni della comunità e li ripropone come un megafono, in modo da spronare tutti a cercare di soddisfarli insieme.
«Narrando la propria storia le comunità narrano non solo il loro passato, troppo spesso colpevolmente sconosciuto alle giovani generazioni, ma il loro presente e quindi, speriamo, il loro futuro.»

Un’altra tra le prime lettrici coinvolte è Ida Zanini del Gruppo Savena Setta Sambro, che ha raccontato la favola un po’ surreale e grottesca di Lugheda, ambientata a Baragazza e così popolare che in Appennino una volta per dire che una ragazza era disordinata si diceva che era una Lugheda.

Infine, il presidente della cooperativa Walter Materassi conclude:
«Foiatonda vede nella “attivazione” delle comunità uno degli strumenti indispensabili alla rivoluzione culturale e sociale dell’Appennino.
Saranno quindi le comunità le vere artefici dei contenuti video, essendo ormai sufficiente possedere un telefonino per compiere il prodigio.
La cooperativa monterà i video in post-produzione e li pubblicherà sui suoi canali social diffondendoli sul territorio ed oltre».

Ermanno Pavesi, Alessandro Santoni, Ida Zanini

Fonte: Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese


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