Montagna divisa: nuovi criteri tagliano 1.200 Comuni. Le nuove norme del ministro Calderoli e le polemiche
Scritto da Rachele Copparoni il 15 Dicembre 2025
C’è preoccupazione e polemica tra il Governo e gli enti locali sul futuro dei territori montani italiani. La nuova classificazione dei Comuni, proposta dal Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli e attesa dal 19 dicembre, ha sollevato un’ondata di proteste, in particolare dall’Appennino, che accusa di voler operare un “taglio truffaldino” a danno delle aree più fragili del Paese.
L’obiettivo dichiarato del Ministro Calderoli è superare i vecchi criteri, in vigore da settant’anni, che avrebbero creato un “paradosso tutto italiano” includendo negli elenchi montani oltre il 55% dei Comuni a fronte di un territorio montano pari al 35%. I nuovi criteri prevedono una classificazione basata su parametri più stringenti di altimetria e pendenza (almeno il 25% della superficie sopra i 600 metri e il 30% con pendenza superiore al 20%, o un’altimetria media superiore a 500 metri). Le stime di Calderoli, annunciate da Cortina, prevedono che l’applicazione di queste norme ridurrà i Comuni montani da oltre 4.000 agli attuali 2.800, rendendo la classificazione più coerente e “funzionale”.
L’assessore dell’Emilia-Romagna e responsabile enti locali del PD, Davide Baruffi, intervenuto all’assemblea Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) a L’Aquila, ha definito i criteri “irricevibili”. “Con un algoritmo truffaldino si tagliano un terzo dei Comuni montani sul piano nazionale e oltre il 40% di quelli dell’Emilia-Romagna,” ha dichiarato Baruffi, aggiungendo che l’annuncio da Cortina, anziché in una sede istituzionale, è un segnale che si tratta di una “controriforma pensata per le Alpi e contro l’Appennino”.
La critica principale non riguarda solo l’esclusione, ma anche le risorse: “Se le risorse stanziate sono sempre le stesse, cioè pochissime, l’unico modo per distribuire qualche euro in più a chi starà dentro è tagliare fuori tutti gli altri,” ha tuonato l’assessore, evidenziando il rischio che i tagli azzerino anni di lavoro e progetti per le comunità locali.
Il presidente di Uncem Emilia-Romagna, Emanuele Ferrari, ha espresso “grande preoccupazione e sconcerto”, unendosi all’appello del presidente nazionale Marco Bussone di stralciare l’articolo sulla classificazione. L’Uncem sostiene che la montagna sia composta da “montagne“, ognuna con la propria complessità.