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250mila euro per supporto, crescita e iniziative in Appennino

today13 Luglio 2026 48 1

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Arrivato alla sua terza edizione, torna il Programma ASPIRA, promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Con un sostengo di 250mila euro per dieci progetti sviluppati su sei linee di intervento differenti, il progetto lavora sul consolidamento, lo sviluppo e il supporto delle attività sociali, lavorative e culturali degli Appennini.

Le sei linee operative di intervento per il 2026

Il Programma ASPIRA si articola in dieci progetti che seguono sei linee di intervento ben delineate, mirate a valorizzare le competenze locali e contrastare lo spopolamento:

1. Formazione e orientamento: percorsi per le studentesse e gli studenti degli istituti agrari applicati alla gestione ambientale. Comprende le attività formative dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, volte a orientare le scelte professionali e valorizzare i giovani
del territorio.

2. Riurbanizzazione, integrazione e inserimento lavorativo: iniziative di inserimento lavorativo per i cittadini di origine straniera. Include il laboratorio di moda etica a Lama di Reno gestito da Cartiera, dedito all’integrazione di richiedenti asilo e soggetti vulnerabili.

3. Welfare familiare: misure di supporto e servizi di cura per migliorare la qualità della vita dei nuclei residenti in Appennino. Comprende la formazione sul lavoro domestico di ACLI – Circolo Culturale Marco Biagi, i campi estivi della Scuolina del Parco Museale della Val di Zena e i laboratori teatrali antibullismo di Compagnia della Venere.

4. Competenze e cultura del territorio: rafforzamento delle realtà locali e salvaguardia dell’identità. Include la Scuola di ecologia politica in montagna di Bottega Bologna e il progetto di recupero e catalogazione del fondo librario interreligioso della Parrocchia San Paolo di Oliveto.

5. Attivazione d’impresa: sostegno alle nuove attività economiche giovanili e alle filiere forestali e produttive sostenibili. Comprende la rete del Bio-distretto dell’Appennino Bolognese per mappare, sostenere e promuovere le giovani imprese agricole e biologiche
locali.

6. Promozione e cura del paesaggio: studi sul dissesto idrogeologico e gestione del territorio, considerati pilastri strutturali per lo sviluppo montano. Include il progetto sperimentale “Paesaggio che vai – Cammini d’Italia per fare comunità” (con ACRI) e lo studio dell’Università di Bologna sulla riattivazione della frana di Ca’ di Sotto a San Benedetto Val di Sambro per valutarne le condizioni di stabilità, gli scenari evolutivi e le misure di mitigazione del rischio.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ETHEL FRASINETTI:

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Scritto da: Rachele Copparoni

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